Boni Tempora Currunt
 
Il n'est d'ailleurs sans doute pas inutile de rappeler ici au lecteur de gauche contemporain que les deux répressions de classes les plus féroces et les plus meurtrières qui se soient abattues, au XIX siècle, sur le mouvement ouvrier français (sous les applaudissements...cela va sans dire- de la droite monarchiste et cléricale ) ont chaque fois été le fait d'un gouvernement libéral ou republicain (donc de gauche au sens premier du terme). Tout d'abord celle ordonnée par Louis-Eugène Cavagnac, lors des journées de juin 1848 (...) Ensuite celle, bien plus sauvage encore, dirigerai Aldolphe Thiers contre la Commune de Paris, en mai 1871.

J.C. Michéa - Les Mystères de la Gauche
Siccome sono qui nel Vicereame del Perù, bloccato a letto per via di un brutto incidente d'auto che grazie a Dio non è andato peggio di come è andato (ragazzi, non guidate in Perù, datemi retta, sono dei pazzi scatenati senza il minimo senso della prudenza, dei barbari al volante e questa, piaccia o no, è la realtà) mi trovo momentaneamente liberato dalle incombenze architettoniche che tengono occupato un povero indegno erede di Vitruvio come me —assieme al reddito associato, cosa di cui alla fine me ne frega il giusto.
 
Obbligato dai cerusici al giaciglio e alleggerito dagli affari quotidiani per un determinato periodo di tempo, faccio di necessità virtù lasciando spaziare la mente per lande abitualmente non trattate dal sottoscritto -vogliate perdonare quindi la poco approfondita disamina- nonché togliendomi alcuni sassolini politici dalla scarpa.
Nella fattispecie, parliamo oggi della Comune di Parigi e di come un certo personaggio dell'Internet (un personaggio che stimo...fino a un certo punto, che dice cose giuste...fino a un certo punto, ma con un ego abbastanza crasso, oltre un certo limite) si ponga come capopopolo dissidente quando in realtà egli è latore degli interessi di coloro dai quali finge di dissentire. Ma forse non se rende nemmeno conto, è fatto così. In ogni caso gli dico che entrare in politica a Milano come gli piacerebbe lo brucerà.
 
Lo so, è passato del tempo da un certo interessante dialogo sul Tùiter, ma chi mi conosce sa bene che per me il tempo non è importante: io archivio tutto e appendo le salsicce a stagionare. Sono anche più buone da gustare, come la vendetta.

 
«La Comune di Parigi è il tentativo di costituire una repubblica sovietica ante litteram»
(Boni Castellane, 30/6/2023)
 
 
Dunque, oggi vestirò i panni del Big Serge della situazione in versione dilettante, narrandovi in chiave qualitativa quei tre mesi del 1871 dove il popolo parigino osò addirittura autogovernarsi, prendendo i seguenti inauditi provvedimenti:
  • suffragio universale
  • istruzione pubblica universale
  • sanità pubblica
  • libertà di stampa, di parola e di associazione
  • pensioni
  • esercito popolare di leva
  • avvicendamento e "democrazia diretta" delle cariche pubbliche
  • salario medio universale del lavoratore
  • Chiesa come ente spirituale autonomo ispirato ai Santi Apostoli e non come proprietario terriero dal potere temporale
Se questo vi sembra un programma politico normale e plausibile al giorno d'oggi -o, nel migliore dei casi, nei giorni della vostra gioventù- non vi sbagliate: nella tradizione socialdemocratica europea queste sono ovvietà. D'altronde il nostro miracolo economico è avvenuto sotto queste condizioni.
 
Ma non per alcuni. Alcuni che "questa la ignorano ridendo" (ma, come dice il proverbio: ride bene chi ride ultimo...).
 
Per costoro, questa è l'anticamera del bolscevismo, e i comunardi i nonni dei comunisti. Le istanze sopra esposte, inaccettabili atti di insubordinazione da parte di "straccioni". Il "tentativo di costituire una repubblica sovietica ante litteram".

Un po' come le cose che ci sono state dette negli anni della repressione vaccinale. Il governo militare, il piombo, eccetera.
 
 
Vi chiederete che c'entrano i sovietici. Niente, infatti. Qui siamo ai tempi della Seconda Internazionale, siamo ai tempi in cui i lavoratori europei -COMPRESI i piccoli borghesi, noti gomunishti- si erano solennemente rotti i coglioni (pardonnez mon français) di morire di stenti i primi e sotto i debiti i secondi per nutrire le speculazioni delle classi parassitarie di grandi proprietari, industriali, banchieri, monarchici, clericali e rentiers vari. Il concetto di "bolscevismo" non esisteva ancora e ve lo dice uno che appartiene a una famiglia col guiderone, quindi non scassatemi gli zebedei.

Quindi che c'entra? Nulla. Come dire che le armate del Saladino erano il precursore ideologico dell'ISIS. Ah, però, Seconda Internazionale...Marx, Engels...QUINDI gomunishmoh. Pavlov, levate. Poco importa che furono i comunardi a influenzare Marx, e non il contrario...i likes fioccano, i followers abboccano.
Ma rileggiamo ancora l'elenco dei provvedimenti presi da questi sporchi rivoluzionari: come funzionavano le cose in Italia, quando il nostro era un paese potente e rispettato? Come dite? In un modo molto simile? Ah, beh, si vede che eravamo "una repubblica sovietica". Io la chiamo "democrazia sociale", quella cosa che ha permesso agli italiani e all'Italia di diventare la quarta potenza manifatturiera mondiale prima della controrivoluzione neoliberale, le stragi di (((mafia))), le privatizzazioni del Rettile e i putsch U€, per poi ritrovarci qui a fare da carta igienica agli Anglo.

Cosa posso farci io, se un professorino popolano -malgrado abbia un account Tùiter- si senta Oscar Wilde (o forse il nipotino del Principe Junio Valerio Borghese)?
 
Bene dunque, un ripassino di Storia per il Nostro:
se lui dice che «la Comune fu un vigliacco, surreale, dilettantesco e criminale tentativo di impadronirsi dello Stato proprio mentre questo subiva una sconfitta militare (la feccia [che sarei io n.d.r.] ci prova sempre a entrarti in casa)» io rispondo così:

Correva l'anno 1870, Napoleone III dichiarava una guerra revanscista alla Prussia addì 19 luglio nel tentativo di placare i conflitti sociali interni conseguenti alle ripetute crisi economiche provocate dal modello economico liberale classico ottocentesco (lo stesso della U€ di oggi, di Prodi, BomberLeyen, Annalena 360 e compagnia, per intenderci).
Come un novello Zelensky, in due mesi (due) Napoléon Le Petit colleziona sconfitte a Wissenbourg (4 agosto), Spicheren (5 agosto), doppietta a W
örth e Forbach (6 agosto), Rezonville (16 agosto), Gravelotte (18 agosto), Beaumont (30 agosto), Metz e Sedan (1 settembre). Il 2 settembre cala le braghe e s'arrende a Bismarck, ma la guerra continua e si arriva all'assedio di Parigi il 19 settembre.
Le Deuxième Empire finisce così, in un guazzabuglio interamente creato dai liberali (divisi in orleanisti, monarchici e repubblicani -sempre loro, liberali conservatori e liberali progressisti). In tutto questo, l'11 agosto essi (i liberali stessi!) decidono di armare la Guardia Repubblicana che poi si ribellerà e prenderà parte alla rivolta della Comune (sapete, la fame induce ai vaffanculi...e qui in Perù dicono "el quién no llora, no mama", rende l'idea no?).

Capito? Come si permettono questi «straccioni vigliacchi surreali dilettanteschi criminali» di ribellarsi a una guerra che li manda al massacro per deflettere le responsabilità degli incompetenti reazionari al governo intenti da decenni a fare i loro affari parassitari? Vien quasi da pensare a certi NAFO sul Tùiter che hanno attacchi isterici se il soldato ucraino medio si insubordina o addirittura diserta verso i russi (quelli che rubano i chip delle lavatrici e finiscono le munizioni domani, ricordiamo) dopo che il suo battaglione è ridotto a carne macinata per i giochetti politici di Zelensky, il quale riceve i soldini delle nostre tasse per rifare le tette alla sua signora. Ma dove andvemo a finive, Mavchese De Castellane?

Il perché i francesi perdettero ve lo spiega Big Serge in un interessantissimo articolo -molto più interessante del mio che è solo un buffetto affettuoso a chi mi ha chiamato "feccia": perdonatemi ma non è che sono permaloso, è che se mi chiami feccia io ti scarico un barile della tua sostanza preferita in testa così ci puoi nuotare dentro, sguazzarci, farci i suffumigi come piace a te, e il tutto in amicizia, niente di personale sia chiaro, ma magari la prossima volta ti passa la voglia di fare il brillante, e "feccia" chiami qualche tuo parente di primo grado.

«Ah, la Comune voleva proseguire la guerra. Non so se Marx sia tanto d'accordo qui...»
(Boni Castellane, 2/7/2023)
Non è questione se Marx fosse d'accordo o no, è che il 26 gennaio 1871, viene prima del 18 marzo 1871.
 
 Ci siamo, Boni?

Allora stavamo dicendo che l'esercito francese è in rotta, e il nuovo governo repubblicano faceva leva sul forte sentimento patriottico del popolo, il quale desiderava la guerra totale e la resistenza contro il nemico che ora era sul suolo patrio per colpa dei pingui élitari clerico-monarchici autoreferenziali (ma la colpa è dei sozzi popolani, ci mancherebbe).
Come ci dice Serge, a febbraio del 1871 i francesi avevano già rigenerato l'esercito con 900.000 nuove leve decise a combattere fino alla morte.
Tutto bene, andiamo a replicare la campagna del 1792? Nemmeno per sogno, perché i suddetti clerico-monarchico-liberali non avevano la minima voglia di sostenere lo sforzo bellico, bensì erano desiderosi di fare la pace, cedere Alsazia e Lorena alla Prussia come manco Gentiloni col Mar Ligure alla Francia (ricorderete il Trattato del Quirinale) e occuparsi dei loro interessi economici e di classe (vedi alla voce "cazzi loro"), ovvero prevenire a tutti i costi che questi "straccioni vigliacchi surreali dilettanteschi criminali" instaurassero una "repubblica sovietica ante litteram" dove -udite udite- il cittadino avrebbe potuto godere di (ripetiamo l'elenco):
  • suffragio universale
  • istruzione pubblica universale
  • sanità pubblica
  • libertà di stampa, di parola e di associazione
  • pensioni
  • esercito popolare di leva
  • avvicendamento e "democrazia diretta" delle cariche pubbliche
  • salario medio universale del lavoratore
  • Chiesa come ente spirituale autonomo ispirato ai Santi Apostoli e non come proprietario terriero dal potere temporale
Appunto perché il popolo non accetta i giochetti dei liberali monarchici, bonapartisti e repubblicani, la rivolta della Comune avviene DOPO che lo Stato francese si arrende (è Thiers stesso a firmare la pace con Bismarck: una specie di Mario Monti ante litteram!) ed è una ulteriore dimostrazione della volontà di proseguire la guerra dei comunardi.
Il Nostro ha poco da appoggiare Gilet Gialli, portuali di Livorno o camionisti canadesi...ha poco da contestare la dittatura vaccinale se poi alla fine ritorna all'ovile così platealmente.
 
Ci siamo, Boni?
Armistizio 26 gennaio 1871, rivolta 18 marzo 1871. Marzo viene dopo gennaio, ci siamo Lorenzo?
 
Allegando lo schema dell'assedio di Parigi da parte dell'esercito reazionario, vediamo anche come esso fece entrare l'armata prussiana alle spalle dei ribelli, sfilando attraverso le linee francesi (armata prussiana in teoria nemica! Ahhh i traditori plebei dello Stato che si ribellavano proprio durante le sconfitte militari!). Questo fu possibile grazie ai soliti delatori e traditori probabilmente comprati per un piatto di lenticchie come dei Ciampi o degli Andreatta qualsiasi (o potrei dire come dei Paragone, assolutamente non endorsato da nessuno appena prima del suo cambio di casacca con Italexit...).



Sarà forse questo esercito prussiano che il Nostro coltissimo scambia per "legione straniera" (che come potete vedere dalle manovre militari non combattè in quel frangente)? Chissà.
Ma "fa niente", come giustamente lui stesso dice.

 
Come finì? Con 20.000-100.000 morti (probabilmente attorno ai 60.000), Parigi smembrata in quattro settori "da 15 minuti" diremmo oggi, smembramento facilitato anche dal pregevole disegno urbano del caro Haussmann che disegnò tanti bei boulevard per caricare meglio con la cavalleria i vigliacchi straccioni. Cessioni di territorio (Alsazia e Lorena), debito di guerra (cinque miliardi di franchi) e compagnia bella ovviamente sul groppone dei vigliacchi straccioni surreali dilettanteschi criminali, mentre chi causò tutto questo gode tutt'ora dell'immutata stima del Nostro. Ah, è anche la data di nascita della polizia, istituita per evitare che l'esercito volti le spalle al regime come fece la Guardia Nazionale. (A proposito, ora che si parla di immunità delle forze dell'ordine, chissà qual è l'opinione autorevole del Nostro).
 
Un commento storiografico ai giochi politici del periodo viene anche dal solito "uno de passaggio" (cit.):
Le 8 février 1871, des élections ont eu lieu: il faut remplacer l’Empire, qui est tombé avec la chute de Napoléon III. La Chambre est presque totalement royaliste: sur 750 députés, il y a plus de 600 royalistes (même s’ils sont séparés entre Royalistes bourboniens et Royalistes orléanistes). Le paradoxe, c’est que c’est cette Chambre de 600 députés royalistes qui va décider que c’est la République qui sera le régime français. Il y a là une sorte de mystère historique. Tout ça vient de Monsieur Adolphe Thiers. Il s’était fait remarquer par cette répression affreuse contre la Commune. Il avait présenté à ses amis de la Chambre le raisonnement que voici. «Moi, Monsieur Thiers, j’ai été longtemps royaliste au point que j’ai été Premier ministre de Louis-Philippe. Et j’avais vécu avec le sentiment que c’était le système monarchiste qui préservait le mieux l’essentiel». Et pour un monsieur comme M. Thiers, l’essentiel, c’était les structures économiques. C’est-à-dire que les riches ne soient pas menacés, et qu’on continue à gagner de l’argent sur le dos des pauvres. Alors le raisonnement qu’il avait présenté était le suivant: «Dans un régime monarchiste, du moins en apparence, du moins théoriquement, c’est la volonté d’un seul homme qui gouverne. Il s’appelle le roi et il a devant lui, des sujets. Mais il suffit que les sujets décident: ‘Nous ne sommes plus des sujets, nous sommes des citoyens’, pour que la volonté de ce personnage, le roi, soit combattue et même détruite. La preuve, disait-il, voyez ce qui s’est passé en 1789, encore davantage en 1792, en 1848; et voyez ce qui s’est passé maintenant le 4 septembre 1870, où brusquement la République a reparu. J’ai été, comme vous, effrayé par l’idée de la Révolution, de la République, parce que la démocratie me paraissait très dangereuse. Et j’ai fait le raisonnement suivant. Je me suis dit: après tout, le système monarchique n’est pas le système préférable pour obtenir la paix sociale - ce que l’on appelle l’ordre établi - pour la raison que je viens de vous dire, qu’il suffit que les gens se déclarent non sujets mais citoyens, pour renverser le gouvernement. Tandis que, réfléchissons ensemble à ce que pourrait être la République ou le système démocratique. Le système démocratique, c’est en principe la Nation qui gouverne: la liberté de la Nation, le suffrage universel, la volonté nationale comme on dit. Mais réfléchissons de manière concrète à ce que c’est que la liberté nationale: la liberté nationale, c’est la majorité plus un. Il suffit qu’il y ait la majorité plus un, pour appeler ça la liberté nationale. Alors l’homme qui est au pouvoir, le groupe qui est au pouvoir et qui est mandaté au nom de la souveraineté nationale, a entre les mains une puissance incomparablement supérieure à celle du roi, puisqu’il peut prétendre représenter la volonté nationale. C’est vous dire à quel point l’autorité est puissante, maintenant: puisque toute rébellion contre cette autorité est, en somme, une rébellion contre la liberté des citoyens, qui ont opté pour une telle forme démocratique».

Estratto da una conferenza di Henri Guillemin - Le fascisme en France (de 1875 à 1980)
 
Che dire? Niente, fuorché cosa dobbiamo aspettarci da gente che scrive sulla Kippahtah se non applausi per la repressione grondante sangue, al fine di mantenere un ordine sociale fallimentare e parassitario (vedi la linea editoriale sul comportamento della "razza eletta"), salvo poi atteggiarsi a capipopolo antivax?
Ma non fraintendetemi, stimo e rispetto molto di più Lorenzo che gioca a fare l'erudito (non che non lo sia, ma non si può saper tutto...) e l'occasionale insulto da bar («fecciahhh») dei liberalmarxisti à la Toni Negr...err...Cenerentolo Braidense di cui parlerò (ancora) tra poco, tanto per dare una botta al cerchio e una alla botte —e scrivo ciò qui in mezzo per prendere in castagna quelli che non leggendo cominceranno a sbavare sulla tastiera latrando
«gomunishtaaah».

Il tempo a disposizione qui nel mio lettone è abbondante, per cui se oggi si spara una bordata a tribordo (o stuurboord, ossia verso destra), domani si comincia a caricare il cannone a bakboord (sinistra). Parleremo di come un certo sedicente gruppo di "rivoluzionari marxisti" coccoli e protegga un individuo immondo, il Cenerentolo, pavido e meschino, animato da un risentimento addirittura più animalesco del caro Adolphe Thiers, presidente della 3ème République dopo la rivolta della Comune, così tanto ammirato dal nostro Bonifascio. Al quale forse piacerebbe sapere -come Balzac ci comunica- che a 36 anni si sposò una quindicenne figlia della sua amante...e fu un'idea della madre! Ora il Boni può tranquillamente tornare a criticare Macron e il suo libertinismo con la vecchia scimmia transessuale Brigitta.
 
Quindi Boni è un gatekeeper? «Certo che lo è lo sanno tutti! La politica non è un elemento di salvezza ma di divertimento.» (Boni, 6/8/2022). Ripeto niente di personale, domani di nuovo uniti contro woke, green deal, pass vaccinali, Ursula e compagnia bella. Ma solo fino al penultimo passo, perché l'ultimo sappiamo che ci riporta all'ovile.

Feccia? Questa la ignoro ridendo. E ora se non vi dispiace mi vado a vedere il discorso d'insediamento del Trumpo.
 



 
Posted: 20/01/2025 13:18 — Author(s): Polemicarc

Responses

Roberto   18/09/2025 16:11
Ottimo articolo, come solito. Ovviamente concordo in pieno, non solo sulle valutazioni storico-politiche dell'epoca ma pure su quelle riguardanti le figure (i figuri) della contemporaneita. Trovo sempre e tuttora interessante la discussione sull'esperienza della Comune anche per le connessioni parallele alla nostra situazione attuale (che è la chiave di lettura e lo spunto di una critica utile). Cito solo per esempio, tra le conseguenze dei massacri della repressione contro la Comune, la semplice evidenza storica che PER ANNI nella regione di Parigi non si riuscivano più a trovare artigiani di ogni specializzazione con sufficiente professionalità perchè tutti STERMINATI o INCARCERATI dai reazionari. La "feccia" che con la propria manodopera aveva reso meravigliosa la Capitale dell'Empire aveva aderito in massa alla Comune! Facendo un salto temporale, possiamo aspettarci ora che tutti gli operatori, gli artigiani di qualità che ancora oggi esistono, i professionisti del lavoro intellettuale, artistico e del saper fare tradizionale sono (saranno) ridotti dalla reazionaria AI al rango di "feccia moderna", gente inutile e disoccupata? Ho riletto questo articolo dopo 9 mesi, in cerca di nuove polemiche. Ho trovato però solo il silenzio. Cosa succede? Attendo fiducioso, gli spunti non mancano. Non ultimo (è solo un modestissimo suggerimento), la speculazione immobiliare post genocidio nella striscia di Gaza...
Saluti polemici
RB
Anonymous   23/02/2025 01:42
Ti ha bloccato su X dopo questo.
Zio_Jonny   28/01/2025 23:25
"i sovietici entrarono in un campo vuoto" l'ho letta oggi. Ho nitrito e barrito e grugnito.
Herindul   28/01/2025 16:34
Castellane ignora (?) che
Napoleone III andò al potere grazie alle rivoluzioni popolari
Coltivò la classe altoborghese e nobiliare
E poi condusse alla restaurazione

In tutto questo , per Boni , il popolo è sudicio perchè si ribella.

Fa vedere da che parte sta.
Anonymous   21/01/2025 17:54
Boni fa il dissidente con gli avvenimenti correnti perché portano consenso.
Con gli avvenimenti storici invece è reazionario.
Ben fatto Arch.
Anonymous   21/01/2025 08:37
Ahia sdeng ...
Peppe   21/01/2025 03:44
E' che ci vai giù troppo pesante come sempre, non se lo merita!

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